La recente dichiarazione del presidente venezuelano Nicolás Maduro sull'app di messaggistica istantanea Whatsapp ha suscitato una serie di reazioni e speculazioni sul futuro delle comunicazioni digitali nel Paese. In un momento di crescente tensione politica e sociale, il leader venezuelano ha rilasciato una dichiarazione significativa sull'uso delle app di messaggistica.
Il 5 agosto, Nicolás Maduro ha rilasciato una dichiarazione forte, sostenendo che WhatsApp viene utilizzato per minacciare la stabilità del Paese. Durante la Marcia dei Giovani e degli Studenti per la Difesa della Pace, trasmessa in diretta sul suo canale YouTube, Maduro ha chiesto ai venezuelani di disinstallare l'app.
Le dichiarazioni di Nicolás Maduro e le loro implicazioni

Il presidente venezuelano ha suggerito di passare a piattaforme alternative come Telegram e WeChat, sottolineando che queste opzioni sono meno esposte alle minacce che, a suo dire, provengono da WhatsApp. Meta, la società responsabile di WhatsApp, ha scelto di non commentare le dichiarazioni di Maduro.
Maduro ha sostenuto che WhatsApp viene utilizzato per minacciare sia i giovani sia i leader politici e comunitari che non sostengono il regime. Secondo lui, l'app di messaggistica è stata uno strumento per diffondere ideologie contrarie al governo e per promuovere ciò che lui considera fascismo.
Pertanto, l'appello a rimuovere WhatsApp è stato descritto da Maduro come una misura necessaria per proteggere la pace e l'ordine, ponendo il Paese in una polarizzazione tra coloro che sarebbero stati "con la violenza" e coloro che sarebbero stati "con la pace".
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Contesto politico e reazione internazionale
Il contesto di questa affermazione non può essere dissociato dai recenti eventi politici in Venezuela. Nicolás Maduro è stato dichiarato vincitore delle elezioni del 28 luglio dal Consiglio Elettorale Nazionale (CNE) il 29 luglio. Tuttavia, il CNE, presieduto da un alleato di Maduro, ha dichiarato di aver ottenuto 51.95% dei voti, mentre il suo principale avversario, Edmundo González, ne ha ricevuti 43.18%.
Questi numeri sono stati messi in discussione dall'opposizione e da diversi paesi della comunità internazionale. Il conteggio parallelo dell'opposizione suggeriva che González avesse vinto con 67% dei voti, una discrepanza che ha suscitato critiche e richieste di maggiore trasparenza.
Pertanto, diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Panama, Costa Rica, Perù, Argentina e Uruguay, hanno riconosciuto la vittoria di González sulla base di conteggi alternativi, contestando così il risultato ufficiale.
Questa divergenza contribuisce a un clima di instabilità e sfiducia. E misure come il divieto delle app di comunicazione preoccupano il mondo. La reazione internazionale e l’opposizione interna sottolineano la necessità di un’analisi più dettagliata e trasparente delle elezioni e delle accuse di Maduro.
Possibili conseguenze per la comunicazione e la politica
Ora, la richiesta di Maduro di disinstallare WhatsApp e di migrarlo su altre app potrebbe avere conseguenze significative. In termini di comunicazione, il passaggio forzato a piattaforme alternative può creare delle sfide per la popolazione già abituata a WhatsApp. La transizione può influenzare il modo in cui le persone interagiscono e condividono le informazioni. E crea divisione tra coloro che aderiscono alle nuove linee guida e coloro che restano fedeli ai vecchi strumenti.
Dal punto di vista politico, questa misura potrebbe intensificare la polarizzazione esistente e aumentare la tensione tra governo e opposizione. L'uso delle app di messaggistica come strumenti di controllo o propaganda è un fenomeno in crescita nei regimi autoritari e la decisione di vietare un servizio ampiamente utilizzato è un tentativo di controllare la narrazione e limitare la comunicazione che sfida il governo.
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